martedì 25 marzo 2014

Il farmacista SUPERIORE

Sottotitolo
IL MORETTI CHE È DENTRO OGNUNO DI NOI
Il farmacista SUPERIORE (F.S.) è quasi sempre un collaboratore.
La sua caratteristica principale è la suscettibilità.
Il paziente si dimentica il tesserino fiscale? F.S. "Beh signora è lei che me lo deve ricordare!"
Il paziente chiede spiegazioni sul generico? F.S. "Il medico le ha scritto questo però paga la differenza!"
Il paziente ascolta i consigli di un altro paziente in coda? F.S. "Beh signora chi è che ha studiato 20 anni per dare consigli sulla salute? Allora venga lei da questa parte!"
Il paziente lancia le monete sul rendiresto? F.S. "Le sembra questo il modo di pagare un professionista della salute?"
In effetti il farmacista è forse l'unica professione in cui un laureato lavora per definizione un'attività commerciale aperta al pubblico. Forse da qui nasce il senso di superiorità che contraddistingue tanti collaboratori. E che è l'esatto contrario dell'attitudine al servizio che dovrebbe caratterizzare la Farmacia (con la "f" maiuscola).
Il problema è grave, perché non c'è soluzione, se non cambiare lavoro.
In questi giorni si fa un gran parlare di Moretti.
Lui non è F.S. ma lavora per F.S..
Lui è l'esempio di a.d.S. (amministratore delegato SUPERIORE).
Vorrei invitare tutti, sia F.S., sia a.d.S., a cambiare lavoro e dimostrare il loro valore e la loro omniscenza altrove.
In alternativa le cose più gradite sono il silenzio... Oppure un blog.

mercoledì 19 marzo 2014

Il viaggiatore PROFETA - parte prima

Questo blog è figlio spirituale di un Profeta della farmacia.
Mi sono stupito con me stesso di non averlo realizzato prima.
Faccio ammenda e provvedo a rendergli il giusto onore.
Trattasi del pluritrombato, pluritrombatore, direttore galattico della LightsFarm, Gianclaudio Fintozzi (nomi di fantasia).
Inizia, ancora in fasce, a lavorare come viaggiatore, ma in virtù dei grandi traguardi raggiunti nella sua luminosa carriera, dirige realtà sempre più importanti realtà nel panorama farmaceutico.
Ma andiamo con ordine.
Il suo piccolo orto, negli anni '70, gli va stretto. Così le sue mani, ancora sporche di lattughino e zucchine, stringono il volante di una "Bianchina" che lo porterà nelle gole più profonde e sulle vette più alte della val Trompia.
Con i risultati arrivarono anche le responsabilità, con le responsabilità i ruoli manageriali. Per questo fu costretto a frequentare corsi di lingua straniera, dove nel giro di qualche mese impara un fluente italiano.
Auto sempre più grandi e prestigiose, di pari passo con buste paga miliardarie (ai tempi della lira).
Gli piace ricordare, a chi glielo chiede, che i suoi esempi sono Steve Jobs e Bill Gates.
Nel punto più alto della sua carriera fonda la LightsFarm, che nel 2012 arriva a fatturare ben 8'000 euro.
Nella sua autobiografia scrive anche il suo testamento spirituale:
"Oggi le farmacie non sono quelle di una volta. Dovete capire che dovete essere dei consultanti, che i farmacisti capiscono che voi siete dei PARNER affidabili. Oggi chi non fa così è destinato a uscire dal mercato. Se non lo capiscono dobbiamo farcelo capire noi che siamo consultivi".
Ce la farà a diventare Ministro della Salute?

venerdì 14 marzo 2014

De bello prenotationis

Oggi gioco sulla polemica: e se tra qualche anno i farmacisti litigassero sull'opportunità o meno di tenere il farmaco mutuabile in farmacia?
Le discussioni assomiglierebbero molto a quella che ho letto ieri in un gruppo di facebook, QUI.
Il gioco è questo: al posto delle prenotazioni (sulle quali si discute oggi) l'argomento sono i farmaci di fascia A che ormai non sono più economicamente remunerativi.
Ecco cosa viene fuori.

ANNO 2020 d.C.
P.P.
Curiosità personale: oggi ho fatto una fattispecie di corso x dispensare farmaci in farmacia.....ma ne vale la pena x il tempo da perdere e il quasi niente guadagno???

A.M.
ma non serve un corso, è roba che si impara in 30 minuti... comunque sì, io ormai li vendo in pochi secondi e si guadagna 1,50 euro. chiaramente se nella tua regione non è corrisposto un piccolo "prezzo deterrente" per ogni farmaco, no, perché ti trovi la farmacia inondata di persone con esenzioni incrociate con scappellamento a destra e ci vuole un dipendente apposta. 

N.T.  
Io vivo a Palermo e per il solo contributo di 3 euro e il tempo che perdo x venderli secondo me ho perso di guadagnare più soldi vendendomi un semplice dentifricio...... Il tutto con la gente che si andrà accumulando....

G.M. 
A noi pagano ancora meno... Però il vantaggio è che entra gente in farmacia e magari prendono qualcosa che se no non verrebbero...

A.M.  
3 euro è grasso che cola... e si vendono veramente in pochissimi secondi quando hai preso la mano 

M.G.
A noi non pagano niente e ci dobbiamo mettere pure carta e toner per lo scontrino

G.M.
Anche noi, tutto il materiale di consumo a spese nostre...
Che sono più alte del rimborso che riceviamo

A.M. 
noi 1,50 ma comunque conviene... a fine giornata hai fatto comunque una ventina di vendite che quantomeno ripagano il tempo speso. comunque nancy se vuoi un consiglio: metti un cartello con scritto "venire per i farmaci nei giorni X ad orari Y". così li vendi nei giorni con meno affluenza, come il martedì pomeriggio o il giovedì pomeriggio... giusto per.

S.M.C.
Non ha senso fare una vendita per un euro o giù di lì. Mi metto fuori dal supermercato a raccogliere carrelli e prendo di più esentasse.

B.A.
Che tristezza pensare solo al mero guadagno

S.M.C.
Il mero guadagno è quello che mi permette di fare la spesa al supermercato se voglio prendermi i generi alimentari per cenare (e lo dico volutamente, non è che ormai le farmacie diano tanto... figurati in contesti rurali). Senza il mero guadagno non vivo, nè tantomeno sto qui a perder tempo a fare cavolate gratis per l'asl. O mi pagano o s'arrangiano, è una nuova filosofia di vita. Sennò vado a coltivare i campi e guadagno di più con meno rogne.

R.T.
Spero non parta mai qui da me..non mi piace lavorare ed essere pagato tipo schiavo del 3o mondo..il fatto è che le usl ormai vogliono risparmiarsi lavoro facendolo fare a noi e sottopagandoci..sveglia! !!

S.M.C.
Esatto e te lo dico da persona che ha lavorato in farmacia comunale E in farmacia privata E ora da titolare. Basta prenderci per i fondelli. O pagano o se le fanno loro.

R.T.
Credo sia più giusto parlare di un giusto compenso che ad un lucro..la nostra è una professione e noi dei professionisti, almeno io la penso così, come un fax o una lettera di un avvocato, o la visita di uno specialista si paga in maniera adeguata. Senza considerare le relative problematiche che potrebbero sorgere..errori di dispensazione, dubbi ripensamenti dei pazienti, linee sovraccariche..ecc. i 5 minuti potrebbero diventare delle mezz'ore pagate alla stessa cifra..ne vale la pena?

A.G.
N., se accetti un altro consiglio:metti un cartello con scritto "il farmacista non e' responsabile dell'assenza dei farmaci", perche' capita spesso che il paziente si rechi in farmacia e non c'e' il farmaco o perche' il magazziniere si e' dimenticato di mandare la nota o perche' il farmacista ha troppi impegni e lui stesso si e' dimenticato o per altri motivi non e' presente. Poi cosa fanno i pazienti? Vanno alla ASL e si prendono i farmaci alla farmacia della ASL!

M.B.
Noi li dispensiamo gratuitamente, se abbiamo tempo: se per caso la farmacia è intasata però diciamo di tornare in altro momento (a volte lasciano la ricetta e passano poi a ritirare i farmaci). Aggiungo che invece ora possiamo consegnare gli esiti degli esami, e il paziente paga 1,5€.

F.C.
Tempo infinito, carta e niente rimborsi . Provato. Lasciate perdere . In Lombardia c'è il pony express tanto comodo ed efficiente


V.R.Verissimo! Vengono solo per i farmaci, non comprano neanche un pacchetto di fazzoletti, io mi vergognerei e mi prenderei dei prodotti per igiene personale che servono sempre...e invece niente e hanno anche premura e hanno le pretese sul dosaggio, sulla marca e la scadenza, come se noi avessimo delle scorciatoie...

giovedì 13 marzo 2014

La Casta che non c'è

Non chiamatela più "casta".
Oggi uso un tono semi-serio, perché davvero il mondo è cambiato.
I farmacisti di oggi gestiscono un'attività come tutte le altre, in un mercato belligerante come non mai, con la sfiga di non essere attrezzati per combattere le battaglie dei prossimi mesi/anni.
Non sono pronti per colpa loro e per colpa dei loro padri.
Per assurdo, chi ha comprato la farmacia indebitandosi fino al collo dal 2004/2005 in poi, ha più possibilità di salvarsi di chi ce l'ha, di famiglia, da secoli.
E' chiaramente una provocazione e vuole esserlo, ma credo che il farmacista che ha investito 2, persino 3 volte il giro d'affari per acquistare la SUA farmacia abbia talmente la "bava alla bocca", che potrebbe veramente battere la concorrenza di chi ha la farmacia da 2 o 3 vite e non si è mai posto il problema se la sua azienda viaggia al passo con i tempi o meno.
Oggi la farmacia non è più una miniera d'oro, e lo dico da NON-titolare. Se qualcuno mi vuole smentire, possiamo iniziare a discutere sul significato del modo di dire "miniera d'oro", ma sicuramente non sul fatto che la marginalità di una farmacia media è paragonabile a quella di qualunque altra attività commerciale.
Infatti oggi, annus Domini 2014, la farmacia si compra al suo giro d'affari annuale.
E la compravendita di farmacie non è più un "affare mafioso" che riguarda solo pochi eletti: fino a qualche anno fa, per comprare una farmacia non bastava avere i soldi: bisognava anche conoscere i canali giusti.
Oggi non è più così: guardare per credere qui oppure qui oppure qui.
Ed è tristemente divertente (per un osservatore esterno come il sottoscritto) che sia iniziato il fuggi-fuggi: molte farmacie in vendita, alcune fallite, aste per le licenze che vanno deserte, pochi spostamenti.
Personalmente ho vissuto tutta questa fase di transizione nella mia vita lavorativa: quando ho iniziato, nel 2004, i venti di crisi erano ancora lontani, il farmaco equivalente era praticamente inesistente, le parafarmacie e i corner della GDA non esistevano nemmeno.
Dieci anni dopo tutto è cambiato.
La politica tace (FeFa-Racca e FoFi-Mandelli non battono ciglio), mentre molti "maturandi", attirati dall'altissimo tasso di occupazione dei farmacisti ad un anno dalla laurea, non sanno che il destino di questo settore è in forte crisi.
Allora che cosa bisognerebbe fare?
Ritengo che la liberalizzazione non serva a niente, se non a creare false aspettative.
Servirebbe un bel ricambio generazionale, per esempio dando forti incentivi fiscali alle farmacie che passano di proprietà.
Di certo, si può parlare di "casta" laddove c'è la difesa di privilegi eccessivi, e non è più il caso dei farmacisti...

martedì 11 marzo 2014

Il farmacista ASSOCIAZIONISTA

Panico.
Il viaggiatore quando si trova davanti un farmacista ASSOCIAZIONISTA va nel panico. Sa che non ci sarà sconto, promozionale, escort, divinità che potrà aiutarlo nell'impresa di "scrivere".
Se un viaggiatore si trova a far visita ad un farmacista ASSOCIAZIONISTA non è per una situazione regolare: può essere la disperazione, può essere l'amicizia, può essere la fede calcistica (analoga o avversa). Ma un farmacista ASSOCIAZIONISTA non farà mai parte del giro-visite standard di un viaggiatore.
L'ASSOCIAZIONISTA purtroppo per il viaggiatore ha capito che non può più farcela da solo. E ha ragione. Un po' perché non è capace, un po' perché i tempi sono cambiati.
Le micro-farmacie hanno spesso un potere negoziale ridicolo, e per ottenere sconti decenti dalle grandi aziende hanno solo 2 strade.
Strada A: concentrare tutti gli acquisti di  analgesici su un unico prodotto, tutti i generici, tutti i cosmetici e tutti gli integratori su un'unica marca. La strada A è percorsa in realtà da pochi farmacisti (illuminati) di queste dimensioni. La strategia A infatti non è nelle corde della maggioranza dei farmacisti.
Strada B: l'associazionismo. Potrebbe essere la risposta italiana alle catene di farmacie, se non fosse una risposta "all'italiana". Mi spiego meglio: mi riferisco al Nord-Ovest che è la zona che conosco meglio, ma penso che la regola sia universale. In tutto il Nord-Ovest c'è solo una cooperativa di 100 farmacie in cui i soci hanno una fedeltà reale. Il resto dei farmacisti fa sistematicamente "le corna" al suo gruppo. O perché il viaggiatore è bravo, o perché è amico, oppure perché il gruppo ha offerte effettivamente peggiori.
Il viaggiatore navigato sa che anche l'ASSOCIAZIONISTA può regalargli qualche gioia. E il panico lascerà spazio al fatturato.

giovedì 6 marzo 2014

Il farmacista FRUSTRATO

Il farmacista FRUSTRATO è molto simile al DEPRESSO. La differenza tra i due sta nella vocazione : il primo nella sua vita professionale voleva fare dell'altro.
Si è ritrovato con il camice addosso per i motivi più diversi: dal classico dei classici "continuo la secolare tradizione familiare", agli originalissimi "è un lavoro pulito", "mi piaceva la chimica a scuola", "ci sarà sempre bisogno di farmaci" e "non sono riuscito ad entrare a medicina".
Capire la frustrazione che c'è dietro queste frasi fatte è facile, e il viaggiatore lo sa e gli tocca annuire sempre.
Spesso anche il viaggiatore si porta con sé una buona dose di frustrazione, ma questo il farmacista (a parte il raro MISSIONARIO) lo ignora.
Chi "continua la secolare tradizione familiare" è come un leone in gabbia. Avrebbe fatto qualunque altra cosa ma mai, MAI il farmacista. È presente in farmacia come un parlamentare italiano al proprio seggio. La farmacia è solo il pretesto per potersi permettere un certo tenore di vita. Ma la crisi incombe anche per lui (gufata).
"È un lavoro pulito" è la scusa più idiota che abbia sentito, a volte accompagnata anche dal complementare "vicino a casa". Commento semplicemente segnalando che il mondo -per fortuna- è ancora pieno di attività pulite e vicine al domicilio di chi le conduce.
"Mi piaceva la chimica a scuola" è autobiografico. Lo ammetto, mi sono iscritto a C.T.F. perché al liceo mi ero appassionato a quelle buffe sferette che si attaccavano l'una all'altra. Un'idiozia, ma tant'è sono qui, e quello che ho studiato a tratti mi è anche piaciuto.
"Ci sarà sempre bisogno di farmaci". Il tipo in questione è frustrato ed è anche a rischio: se è vero che ci sarà sempre bisogno di farmaci,  è anche vero che non è detto che ci sarà per sempre bisogno di farmacisti... Di solito, ma non conosco il motivo, chi pronuncia questa frase ha una Mini Cooper nel garage. Uno così, fuori dalla farmacia, può fare il sistematore di carrelli al supermercato.
"Non sono riuscito ad entrare a medicina": l'unico al quale auguro sinceramente che la sua farmacia vada male e sia costretto a ricominciare da capo. Così si iscriverà a medicina e sarà finalmente una persona felice.
Il viaggiatore ha una sola possibilità di approccio al farmacista FRUSTRATO: far convergere la discussione su ciò che gli piace veramente (a lui) e, a fine visita, con il cliente su di giri, piazzare un "pacchetto superscontato", vero o finto non importa...

domenica 2 marzo 2014

Il viaggiatore TIFOSO

Il viaggiatore TIFOSO è sicuramente uno dei viaggiatori più divertenti da affiancare come area manager. Riesce a essere tanto docile e lecchino con le clienti donne, quanto accalorato e incazzoso con i clienti uomini.
In caso di clienti femminili, il viaggiatore tifoso soprassiede su qualunque tematica sportiva. Diventa appassionato floricultore, esperto di vini francesi, cuoco provetto e marito impeccabile.
Riesce a convincere della sua bontà quasi tutti, persino il suo area manager, fino a quando non si passa ad un cliente maschio.
Peggio ancora se con una fede calcistica.
In questo caso, il viaggiatore tifoso scatena l'inferno.
Non importa che abbia "scritto" o meno.
Non importa che sia un cliente TOP.
Non importa che ci siano insoluti per 20'000 euro.
Non importa niente di niente. Il bancone della farmacia, o la scrivania del malcapitato titolare diventano un campo di battaglia dove niente è lasciato al caso.
Ho sentito con le mie orecchie ricordare rigori contestati risalenti agli anni 70 e 80, rovinare floride partnership, rinfacciare la vittoria negli scontri tra opposte tifoserie.
Il bello del viaggiatore TIFOSO è la genuinità. È trasparente come una vetrina lavata. Esplosivo come una bomboletta spray. Sempre carico, perché ci saranno sempre partite, in qualunque categoria e periodo dell'anno, tranne luglio e agosto.
Ma in quel periodo lui non c'è. Deve seguire il ritiro precampionato.
È bello gestire un viaggiatore TIFOSO perché ha un innato spirito di gruppo e di appartenenza, e perché generalmente tiene molto alto il morale della truppa.