lunedì 29 febbraio 2016

Croce... E delizia

A testa o croce con un farmacista, la moneta probabilmente cadrebbe di taglio.
Perché non usano la testa e non usano la croce.
Ma non mettiamoli in croce, se non usano la croce.
La gara a chi ce l'ha più grossa e colorata è già iniziata da molto tempo. Ma molti la usano come una Ferrari in garage.
È interessante sapere la temperatura esterna.
È interessante sapere che ora è, che giorno è, ma soprattutto quale è il santo del giorno.
È interessantissimo conoscere gli orari settimanali della farmacia.
È interessantissimo sapere che là dentro troverò farmaci da banco, omeopatia, cosmetica.
PERÒ
Io quando esco al mattino so già se fa freddo o caldo.
Io ho un orologio che mi indica l'ora (e il giorno).
Io non sono interessato a sapere qual'è il santo del giorno.
Io lo so che in farmacia vengono venduti farmaci, cosmetici e prodotti omeopatici.
Io vorrei sapere perché quasi tutti i farmacisti hanno un kalashnikov e lo usano come un fioretto.
Hanno mai provato a leggere la scritta passando sotto la farmacia in auto a 40km/h?
La maggior parte dei potenziali clienti di una Farmacia passano davanti in auto, non a piedi.
Alcune scritte sono talmente lente che non basterebbe l'attesa di un autobus o il semaforo più lungo d'Italia.
Iscrivetevi al corso di formazione: "L'utilizzo improprio della croce in farmacia"!

lunedì 22 febbraio 2016

Colloquio del viaggiatore fermo

Dal febbraio 2012 non facevo più un colloquio dalla parte del candidato.
Mi ha fatto effetto ma allo stesso tempo sono stato "aiutato" dal clima che gli "esaminatori" hanno creato.
Un colloquio piacevole con persone che mi sono piaciute epidermicamente. Al di là di questo, ho sempre trovato piacevoli i colloqui, perché lasciano un po' di spazio a quello che sei, a cosa hai fatto, a raccontare la tua vita e, perché no, a fare un punto della situazione. Ne sono sempre uscito arricchito e un po' più robusto di prima. Del resto, si impara a sostenere i colloqui soltanto facendoli, cercando di tenere un atteggiamento critico verso se stessi per imparare a correggersi di volta in volta laddove si è sbagliato.
Non ho mai vissuto i colloqui con ansia, ma sempre come una nuova possibilità.
Anche questa volta, che sono disoccupato, non sento la "pressione" di cui sento parlare e che leggo ogni tanto su LinkedIn.
Sarà l'incoscienza, sarà la consapevolezza dei propri mezzi e del fatto che "nessuna è per sempre", sarà l'età... Sarà quel che sarà!
Comunque sia, incrocio le dita e mercoledì vado alla 2° puntata.

giovedì 18 febbraio 2016

Mylan compra Meda. Anzi era Assago

Ma perché i miei ex colleghi hanno comprato Guido Meda, il noto telecronista? "ROSSI C'E'!"
No, mi hanno detto che mi sbagliavo



Risultati immagini per meda
Ma quindi perché avete comprato un comune in provincia di Monza, celebre per l'industria del design e per la storica produzione artigianale di mobili classici e in stile?
Mi hanno detto un'altra volta di no...

Sbagliavo: hanno comprato una multinazionale con tanti dipendenti quanta è la popolazione di Assago.

Una riflessione,per quanto banale, mi viene in mente.
10 anni fa, quando ho iniziato a lavorare nel mondo dei farmaci equivalenti, ero "lo sfigato" di quel mondo.
10 anni dopo, i colleghi che allora deridevano le aziende genericiste farebbero carte false per entrare in Teva, Mylan o Sandoz.
Il mondo è cambiato.

Da Manager a Menoger


Alle volte bisogna ammettere i propri limiti.
Non sono fatto per la vita da manager "24h/7" iper-operativa, iper-stressante e iper-kilometrica.
Ho scelto di ridimensionarmi e di cercarmi un lavoro vicino a casa. Con la solita incoscienza che mi ha sempre accompagnato, e con l'appoggio incondizionato della famiglia, ho lasciato il certo per l'incerto.
Sono in modalità creativa, con tre progetti sul tavolo, qualche consulenza e la volontà di riprendere a lavorare "dal basso" con la consapevolezza dei vantaggi e degli svantaggi che questo comporta.
... Mi auto-inculo la balena.