Il Viaggiatore è un farmacista, un venditore, un rappresentante, un informatore medico, un retista. Tutto e niente. Più niente che tutto.
martedì 22 marzo 2016
lunedì 21 marzo 2016
Il farmacista RAMPOLLO
La farmacia non è immune da questo processo, anzi.
Un passaggio difficile, perché i giovani rampolli della farmacia difficilmente fanno esperienze diverse dalla propria farmacia.
Il papà però si è rotto i maroni.
Giorno ZERO, ora tocca al RAMPOLLO.
Come illustra l'immagine seguente, dobbiamo distinguere 2 tipi di RAMPOLLI
Il RAMP-OLLO è il giovane farmacista RAMPANTE, con tante qualità, idee nuove, voglia di mettersi in gioco. Conosce i limiti della sua farmacia, ma studia e chiede aiuto per superarli. A volte si fa prendere dagli eccessi tipici di gioventù, ma ha solide basi umane e professionali per evolvere in un esempio di farmacista MODERNO.
Ha molti benchmark, inclusi colleghi più o meno giovani e farmacisti SQUALO.
I Viaggiatori davanti ad un RAMP-OLLO sanno di dover stare attenti a ciò che fanno/dicono.
Il RAM-POLLO è l'ex-giovane farmacista POLLO che si laurea a 35 anni e che cerca soluzioni sempre più geniali per allontanare il giorno in cui dovrà iniziare a lavorare. Il papà conosce bene i suoi difetti e in nessun modo cerca di velocizzare la sua entrata in farmacia.
Il suo unico Benchmark è suo padre, del quale ha ereditato la svogliatezza e il pessimismo cosmico (cfr. farmacista DEPRESSO)
Frase tipica: "Lo so che ci sono farmacie che sembrano supermercati, ma noi invece vogliamo continuare a fare i farmacisti". Bravo.
I Viaggiatori, davanti a un RAM-POLLO, si fregano virtualmente le mani perché sanno che non resisterà ad una offerta di BELINAX allo sconto pazzesco del 33% extra 60 più un expo di RUMENTIL.
venerdì 18 marzo 2016
Effetto domino
FarmaGross, un bel giorno, ti chiede di rientrare dei tuoi debiti, e non ce la fai con le tue forze. Devi vendere qualcosa tra i vari immobili "di famiglia".
mercoledì 16 marzo 2016
Gli aforismi del viaggiatore - parte seconda
martedì 15 marzo 2016
Il farmacista VENTOSA

Sono nato, cresciuto e tuttora vivo a Genova. In Liguria abbiamo un mare meraviglioso con un litorale per lo più roccioso, dove è facilissimo imbattersi nelle patelle.

- Concede l'appuntamento in prima mattinata "ma comodo". L'orario classico è alle 9:30. Se il viaggiatore ha più di mezz'ora di strada, non può vedere nessun altro prima.
- Il farmacista Ventosa si presenta all'appuntamento con mezz'ora di ritardo, arrivando direttamente dalla scuola dei figli. Saluta in serie i collaboratori, il magazziniere, il viaggiatore, il barista, il giornalaio, i primi 5 clienti, risponde alle prime 3 telefonate. Si sono fatte le 10:30.
- Primi convenevoli con il Viaggiatore, sul mercato farmaceutico generale, locale e bla, bla, bla... Con interruzioni varie dovute a tutti quelli che l'hanno cercato telefonicamente nelle 2 ore precedenti. Sono le 11:00. Il Viaggiatore ha già avvisato il cliente dell'appuntamento successivo che non sarebbe arrivato in tempo.
- Il Viaggiatore riesce ad aprire il listino e inizia a scrivere le prime referenze. Ma il farmacista VENTOSA vuole controllare le giacenze del nostro listino e quelle della concorrenza, "già che ci sono", e i tempi si decuplicano (senza decuplicare le vendite). Ore 12:00, meno 30 minuti alla chiusura.
- Il farmacista VENTOSA a questo punto solitamente chiede al Viaggiatore di interrompere l'ordine e gli propone un panino veloce perché così poi nell'orario di chiusura siamo tranquilli e si lavora meglio.
- Il panino veloce diventa presto il temibile menu lavoratori.Il Viaggiatore aveva nel bagagliaio la borsa per andare in piscina/a correre/alla spiaggia, ma sarà per un'altra volta.
Mangerà primo, secondo, contorno, vino della casa. Alle 14:00 escono dal ristorante, ma il farmacista VENTOSA fa un passo veloce a ritirare la figlia a scuola e la porta al volo in palestra. - Alle 15:00, dopo un'ora di attesa lungo il corso principale con tutti i negozi chiusi, riappare il nostro cliente.
- Caffè, riaccensione dei PC, e ci si rimette al lavoro. Nel frattempo, alle 15:30, riapre la farmacia, con tutte le complicazioni che questo porta.
- Si va avanti tra controlli giacenze, telefonate, contrattazione e inserimento degli sconti, fino alle 16:30. Tutto è compiuto.
- Il Viaggiatore è una pentola a pressione. Ha fatturato 2'000 euro, di cui 160 lorde di provvigioni. 20 di autostrada, 20 di gasolio, qualcosa di parcheggio, in tasca gliene resteranno una sessantina. Non ha fatto running, non ha nuotato, non si è preso un'oretta di sole, ha i testicoli gonfi come zampogne.
- Il farmacista VENTOSA non sembra avere nessun senso di colpa, anzi è sicuro di aver fatto un ordine enorme e di aver fatto passare una giornata divertente al Viaggiatore.
- Alle 17, raggiunta l'auto e pagato il parcheggio, il Viaggiatore apre la pentola a pressione. Sarebbe bello un giorno proporre un audio originale, perché la finzione non renderebbe a dovere la volgarità e la cattiveria di quello sfogo, autoreferenziale quanto inutile.

lunedì 14 marzo 2016
Fenomenologia social
Non li commento semplicemente perché... Si commentano da soli.
Se invece non capite perché, vi rimando a questo post ;-)
giovedì 10 marzo 2016
Il farmacista TIMIDO
Influencer=Influenzatore
mercoledì 9 marzo 2016
Il farmacista DEPRESSO
Il farmacista depresso è la tipologia di farmacista attualmente più frequente da incontrare. L'identificazione del farmacista depresso è semplicissima: non sorride mai, le luci della farmacia sono soffuse ai limiti della visibilità, i suoi collaboratori sono ancora più depressi.
La croce solitamente è al neon, nessun category, nessun monitor, nessuna offerta promozionale.
Si riesce a strappare un sorriso al farmacista depresso quando si ripercorrono i gloriosi "tempi d'oro" in cui tutto funzionava bene, e il "flusso di cassa" era solo il movimento di scivolamento del cassetto.
Ancora oggi, a distanza di decenni, il farmacista depresso ricorda esattamente quante lire costava una confezione di Cronassial e ne condivide eccitato (fase maniacale) l'esatto numero di pezzi che vendeva; poi la retrospettiva si sposta usualmente sul prezzo iniziale dell'Esopral rispetto all'attuale prezzo degli equivalenti (fase depressiva).
Poi, subdolamente, potrebbe spegnere il suo sorriso con le parole-incubo:
1-ASL (ai "tempi d'oro" si chiamava USL)
2-"prezzo medio per ricetta"
3-"fatturato"
4-"marginalità"
5-"farmaci generici"
6-"farmacista squalo"
7-"apertura al capitale"
8-"liberalizzazione"
Le frasi celebri:
1-"ormai non conviene più tenere la farmacia, meglio vendere tutto e farsi un conto arancio".
2-"sono momenti difficili" (pensa un po' quando erano facili...)
3-"tutti i prezzi aumentano tranne quelli delle medicine" (peccato, curarsi potrebbe essere molto snob)
4-"siamo una categoria senza rappresentanza" (vero!!!)
5-"prima o poi la pianta organica salta" (falso!!!)
6-"le prenotazioni delle visite ASL sono la nostra rovina"
7-"ma chi me lo fa fare?"
Una caratteristica che accompagna il farmacista depresso nella sua vita professionale è che sia ai "tempi d'oro" sia oggi non sa assolutamente quanti soldi guadagna.
martedì 8 marzo 2016
Gli aforismi del Viaggiatore

lunedì 7 marzo 2016
Il farmacista SQUALO
Il Viaggiatore ha una pessima reputazione della stragrande maggioranza dei suoi clienti.
C'è però una tipologia di farmacista che teme, rispetta e ammira: il farmacista SQUALO.
Lo teme, perché da lui può dipendere l'andamento di un intero canvass. E i relativi premi.
Lo rispetta perché, in un mare di pressappochismo, sa che è uno che sa fare il suo mestiere.
Lo ammira perché... Ha un sacco di soldi.
Dopo una visita al farmacista SQUALO la giornata del viaggiatore termina, in ogni caso, con un tuffo nei superalcolici
Vediamo quali sono le sue altre caratteristiche:
- Non conosce nemmeno un cliente.
- Non conosce i nomi dei suoi dipendenti.
- Non sa cosa sia Federfarma.
- Non ha colleghi, solo nemici.
- Conosce tutti gli ISF della provincia. Ma parla solo con 2 di loro.
- E' tanto simpatico con i massimalisti, quanto odioso con i viaggiatori.
- Ucciderebbe piuttosto che acquistare dal grossista.
- Gli esemplari si conoscono solo per nome ma nutrono un grande rispetto reciproco.
- Non domanda "Che sconto mi fa?". Lo sconto lo fa lui.
venerdì 4 marzo 2016
Genius
2 di picche
Ma come tutti gli uomini non sono mai stato in grado di distinguere se una bella gnocca potesse essere interessata o meno a me. Quindi non mi stupisco e vado avanti.
lunedì 29 febbraio 2016
Croce... E delizia
Perché non usano la testa e non usano la croce.
Ma non mettiamoli in croce, se non usano la croce.
La gara a chi ce l'ha più grossa e colorata è già iniziata da molto tempo. Ma molti la usano come una Ferrari in garage.
È interessante sapere che ora è, che giorno è, ma soprattutto quale è il santo del giorno.
È interessantissimo conoscere gli orari settimanali della farmacia.
È interessantissimo sapere che là dentro troverò farmaci da banco, omeopatia, cosmetica.
Io ho un orologio che mi indica l'ora (e il giorno).
Io non sono interessato a sapere qual'è il santo del giorno.
Io lo so che in farmacia vengono venduti farmaci, cosmetici e prodotti omeopatici.
La maggior parte dei potenziali clienti di una Farmacia passano davanti in auto, non a piedi.
Alcune scritte sono talmente lente che non basterebbe l'attesa di un autobus o il semaforo più lungo d'Italia.
lunedì 22 febbraio 2016
Colloquio del viaggiatore fermo
Dal febbraio 2012 non facevo più un colloquio dalla parte del candidato.
Mi ha fatto effetto ma allo stesso tempo sono stato "aiutato" dal clima che gli "esaminatori" hanno creato.
Un colloquio piacevole con persone che mi sono piaciute epidermicamente. Al di là di questo, ho sempre trovato piacevoli i colloqui, perché lasciano un po' di spazio a quello che sei, a cosa hai fatto, a raccontare la tua vita e, perché no, a fare un punto della situazione. Ne sono sempre uscito arricchito e un po' più robusto di prima. Del resto, si impara a sostenere i colloqui soltanto facendoli, cercando di tenere un atteggiamento critico verso se stessi per imparare a correggersi di volta in volta laddove si è sbagliato.
Non ho mai vissuto i colloqui con ansia, ma sempre come una nuova possibilità.
Anche questa volta, che sono disoccupato, non sento la "pressione" di cui sento parlare e che leggo ogni tanto su LinkedIn.
Sarà l'incoscienza, sarà la consapevolezza dei propri mezzi e del fatto che "nessuna è per sempre", sarà l'età... Sarà quel che sarà!
Comunque sia, incrocio le dita e mercoledì vado alla 2° puntata.
giovedì 18 febbraio 2016
Mylan compra Meda. Anzi era Assago
Ma quindi perché avete comprato un comune in provincia di Monza, celebre per l'industria del design e per la storica produzione artigianale di mobili classici e in stile?
Mi hanno detto un'altra volta di no...
Sbagliavo: hanno comprato una multinazionale con tanti dipendenti quanta è la popolazione di Assago.
Una riflessione,per quanto banale, mi viene in mente.
10 anni fa, quando ho iniziato a lavorare nel mondo dei farmaci equivalenti, ero "lo sfigato" di quel mondo.
10 anni dopo, i colleghi che allora deridevano le aziende genericiste farebbero carte false per entrare in Teva, Mylan o Sandoz.
Il mondo è cambiato.
Da Manager a Menoger
















