mercoledì 9 marzo 2016

Il farmacista DEPRESSO


Il farmacista depresso è la tipologia di farmacista attualmente più frequente da incontrare. L'identificazione del farmacista depresso è semplicissima: non sorride mai, le luci della farmacia sono soffuse ai limiti della visibilità, i suoi collaboratori sono ancora più depressi.

La croce solitamente è al neon, nessun category, nessun monitor, nessuna offerta promozionale.



Si riesce a strappare un sorriso al farmacista depresso quando si ripercorrono i gloriosi "tempi d'oro" in cui tutto funzionava bene, e il "flusso di cassa" era solo il movimento di scivolamento del cassetto.

Il farmacista depresso non ha un'età definita: spesso è un farmacista giovane e motivato che viene deviato verso la depressione dai racconti -molto convincenti- del padre (ex titolare) o dei colleghi anziani.
Questi racconti maniaco-depressivi nel 99% dei casi trattano momenti di bassissima professionalità e altissima redditività, come i favolosi anni '70-'80, quando "non bastava un foglio per attaccarci tutte le fustelle" e "la mutua passava anche le bende e i cerotti" e "i medici non avevano paura di scrivere".

Ancora oggi, a distanza di decenni, il farmacista depresso ricorda esattamente quante lire costava una confezione di Cronassial e ne condivide eccitato (fase maniacale) l'esatto numero di pezzi che vendeva; poi la retrospettiva si sposta usualmente sul prezzo iniziale dell'Esopral rispetto all'attuale prezzo degli equivalenti (fase depressiva).


Se per caso il Viaggiatore dovesse trovarlo allegro, avrebbe l'obbligo morale di scrivere e chiudere subito l'ordine.
Poi, subdolamente, potrebbe spegnere il suo sorriso con le parole-incubo:

1-ASL (ai "tempi d'oro" si chiamava USL)
2-"prezzo medio per ricetta"
3-"fatturato"
4-"marginalità"
5-"farmaci generici"
6-"farmacista squalo"
7-"apertura al capitale"
8-"liberalizzazione"

Le frasi celebri:

1-"ormai non conviene più tenere la farmacia, meglio vendere tutto e farsi un conto arancio". 

2-"sono momenti difficili" (pensa un po' quando erano facili...)

3-"tutti i prezzi aumentano tranne quelli delle medicine" (peccato, curarsi potrebbe essere molto snob)

4-"siamo una categoria senza rappresentanza" (vero!!!)

5-"prima o poi la pianta organica salta" (falso!!!)

6-"le prenotazioni delle visite ASL sono la nostra rovina"

7-"ma chi me lo fa fare?"

Una caratteristica che accompagna il farmacista depresso nella sua vita professionale è che sia ai "tempi d'oro" sia oggi non sa assolutamente quanti soldi guadagna.
Allora erano talmente tanti che non riusciva nemmeno a contarli, oggi non lo vuole sapere... Vuole solo vendere la farmacia "a 2 volte il giro", ma questo concetto merita un approfondimento a parte!

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